L'Academy cambia le regole: meno bianchi

Dopo le accuse di razzismo all'indomani delle nomination si va verso il cambio di rotta: entro il 2020 più donne e minoranze

L'Academy cambia le regole: meno bianchi
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24 Gennaio 2016 - 17.07


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Meno ‘bianchi’ agli Oscar. Dopo le accuse di razzismo piovute sull’organizzazione all’indomani delle nomination, l’Academy ha annunciato oggi nuove misure per incrementare la diversità fra i votanti dei premi Oscar, visto che di fatto per il secondo anno consecutivo i 20 ‘candidati’ al premio di Miglior attore e Miglior attrice sono bianchi. Per dirla in cifre l’obiettivo è raddoppiare la quantità di donne e uomini non bianchi di qui al 2020. «L’Academy prenderà l’iniziativa e non aspetterà che l’industria inizi a discuterne», ha dichiarato la presidente Cheryl Boone Isaacs in un comunicato stampa che annuncia cambiamenti per i membri e le regole di voto, approvate all’unanimità in un incontro. L’Academy è stata, infatti, molto criticata per la omogeneità dei suoi membri, che sono prevalentemente anziani, bianchi e maschi, e per l’influenza che questo sembra avere sui premi Oscar. Premi che, solo in rare occasioni, hanno assegnato riconoscimenti ad attori e registi che non sono bianchi.

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Un’analisi effettuata dal Los Angeles Time nel 2012 ha rilevato che il 94% dei membri dell’Academy erano bianchi, il 77% uomini e con un’età media di 62 anni. Attualmente gli Oscar sono assegnati con una votazione fatta da 6.200 membri che sono tutti a vita. Senza contare che per diventare nuovo membro è strettamente necessaria la raccomandazione dei membri attuali. Con le nuove regole che entreranno a regime quest’anno, i membri dell’Academy perderanno il loro diritto di voto per assegnare gli Oscar se non sono stati attivi nell’industria cinematografica per 10 anni. Non solo. La presidente ha anche annunciato una campagna globale per reclutare membri in modo diverso con l’obiettivo di duplicare la quantità di donne e uomini non bianchi entro il 2020. I cambiamenti non avranno effetto sulle votazioni di quest’anno che culmineranno nella Notte degli Oscar il 28 febbraio prossimo. Vari personaggi di Hollywood, fra cui Will Smith, sua moglie Jada Pinkett Smith e il regista Spike Lee hanno annunciato che boicotteranno la prossima cerimonia per protestare contro l’assenza di candidati neri nelle nomination. Mentre Ava DuVernay, regista nera il cui film ‘Selma’ è stato snobbato negli Oscar 2015 scatenando le accuse di razzismo, ha definito i cambiamenti in atto come «un buon passo in avanti nel lungo e complicato viaggio della gente di colore e delle donne». Su twitter ha poi aggiunto: «Il rimorso è un magnifico motivatore».

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