Hitchcock/Truffaut: l'incontro che trasformò il cinema in arte

Kent Jones ha realizzato un documentario sull'incontro tra i due grandi registi: una conversazione che ha cambiato il destino della settima arte.

Hitchcock/Truffaut: l'incontro che trasformò il cinema in arte
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20 Ottobre 2015 - 22.29


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di Davide Monastra

Esiste un libro che è una vera e propria bibbia per ogni cineasta e per tutti i cinefili: l’intervista di François Truffaut ad Alfred Hitchcock. Su questo iconico incontro si base il documentario di Kent Jones, presentato alla Festa del Cinema di Roma dopo il passaggio a maggio al Festival di Cannes 2015.

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Attraverso le registrazioni originali, spezzoni dei film dei due autori e interviste ad altri grandi registi (come Martin Scorsese, David Fincher, Arnaud Desplechin, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson, James Gray, Olivier Assayas, Richard Linklater, Peter Bogdanovich e Paul Schrader) che hanno assorbito questa grande lezione di cinema e che riflettono sull’importanza di quell’incontro, Jones ricostruisce la conversazione, avvenuta nel 1962, che cambiò profondamente la critica nei confronti dell’approccio del cinema di Hitchcock nel mondo. L’intento di Truffaut, infatti, era quello di mostrare ai critici americani che si erano sbagliati a sottovalutare i lavori di Hitchcock, che per loro erano solo film di intrattenimento e leggerezza. Ma, superando le stesse intenzioni del regista francese, quel libro ha portato altri cambiamenti. Dopo la pubblicazione del dialogo, lo stesso concetto di “cinema” non fu mai più lo stesso.

È grazie alla loro conversazione che infatti il cinema si è fatto arte e i registi sono adesso universalmente riconosciuti come artisti. Il film si apre simbolicamente, infatti, con il cineasta francese che chiede al maestro del brivido: “Perché pensi che i tuoi film siano sempre attuali?” E se la risposta di Hitchcock è sull’universalità dei suoi lavori, oggi a distanza di più di 50 anni dall’ incontro si può dare un’altra e semplice interpretazioni: è arte e l’arte valica sempre tutti i confini temporali.

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Hitchcock e Truffaut discutono di cinema a 360 gradi: dal lavoro del regista, al suo rapporto con gli attori, dal montaggio all’importanza della luce, di come si crea la suspence all’utilizzo del suono e infine la ricerca costante da parte del maestro del brivido del cinema puro, concetti che ancora oggi sono più che attuali per il successo di un’opera cinematografica.

Un documentario, ben scritto, invita tutti quanti (o almeno coloro che se ne occupano di mestiere) a ragionare sul cinema di ieri, su quello di oggi e su quello di domani: è commovente ad esempio pensare ad un anzianissimo Hitchcock che nelle ultime lettere inviate a Truffaut si lamentava per non essere riuscito a sperimentare abbastanza nel corso della sua carriera cinematografica.

Kent Jones ha compiuto comunque un’impresa, riuscendo non solo a omaggiare i due grandi registi e a esaminare l’impatto semantico che ha avuto sulla società cinefila il libro di Truffaut. E’ riuscito anche in un altro obiettivo, ovvero quello di riportare nuovamente l’attenzione sull’opera di Hitchcock, potendosi permettere di regala però un’esperienza sensoriale in più rispetto al silenzio della pagina: quella uditiva, perché il racconto passa anche dalla viva voce dei due protagonisti di quello storico dialogo. E l’operazione riesce perfettamente: intervallando le scene dei film dei due registi, Hitchcock/Truffaut lascia nello spettatore il dolce desiderio di rivedere quelle opere, sempre così moderni e fonte di ispirazione per tutti coloro che ancora oggi vogliono approcciarsi all’universo della settima arte.

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