Domenico Dinoia: la sala d'essai è fondamentale per il cinema

Intervista al presidente della Fice, in occasione degli Incontri del Cinema d’Essai di Mantova (5-8 ottobre 2015).

Domenico Dinoia: la sala d'essai è fondamentale per il cinema
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6 Ottobre 2015 - 11.27


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di Davide Monastra
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È ancora Mantova, per il settimo anno consecutivo, a ospitare la XVesima edizione degli Incontri del Cinema d’Essai. “Quest’appuntamento ha ormai una formula collaudata – ha spiegato Domenico Dinoia, presidente Fice –. È un momento d’incontro di tutti coloro che si occupano di cinema di qualità, dai produttori ai distributori, dagli autori agli esercenti, in cui è possibile assistere a tantissime anteprime e poter discutere degli aspetti positivi e negativi, del presente e del futuro, dei problemi e delle incognite: a Mantova faremo insomma il punto della situazione sul cinema d’essai nel nostro paese”.

Quale messaggio lancia la Fice da Mantova?
Il messaggio è chiaro: senza l’esercizio d’essai difficilmente la produzione italiana avrebbe un’adeguata distribuzione. Del resto si sa che nelle grandi strutture come i multiplex a essere programmati sono soprattutto i blockbuster. Questa situazione si è verificata anche nel 2015. Tutti i film che hanno ottenuto un finanziamento dal Mibact e che sono considerati d’interesse culturale nazionale hanno realizzato il loro box office esclusivamente all’interno delle sale d’essai. Questo dimostra quanto sia difficile oggi in Italia conquistare un nuovo pubblico e proiettare pellicole diverse dalle commedie.

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Insomma mettere al centro della discussione l’importanza della sala d’essai.

È necessario far capire alle istituzioni il ruolo fondamentale delle sale cinematografiche e in particolare di quelle d’essai. Sono queste che meglio rispondono alle esigenze di un cinema che non sia solo di evasione, ma anche di riflessione e ricerca. I cinema d’essai sono luoghi di socialità in cui discutere dei film, in cui è possibile incontrare autori, attori, e tutte le persone che fanno cinema. Anche l’approccio è diverso: queste sale lavorano molto sulla fidelizzazione dello spettatore, sul contatto diretto: i risultati premiano soprattutto quei cinema che fanno questa attività di coinvolgimento.

Quali temi saranno trattati a Mantova?

Da Mantova cercheremo di aprire diversi fronti di riflessione, come ad esempio la scarsa attenzione che hanno i film d’essai durante l’estate. Ci confronteremo con gli autori, i produttori e soprattutto con i distributori, per capire quali elementi migliorare. Un punto chiave è, come ho già detto, la riconquista del pubblico: capire quindi se la produzione italiana è adeguata oppure è ancora troppo modesta. Inoltre si parlerà dell’intervento pubblico dello Stato a sostegno del cinema di qualità, perché non deve essere limitato solamente all’aspetto produttivo.

Quali sono le prossime attività della Fice?

L’obiettivo è quello di instaurare forme nuove di collaborazione, per esempio, con l’associazione di giovani produttori, l’Agpci, diretta da Martha Capello, che a Mantova presenterà i nuovi progetti. La Fice cercherà anche di creare un rapporto diretto con quelle produzioni più piccole che hanno bisogno di un sostegno nella distribuzione. Un altro importante progetto che stiamo portando avanti è sui documentari. Stiamo cercando di trovare un canale di diffusione all’interno dell’esercizio d’essai, contrattando anche delle condizioni di noleggio diverse, più appetibili, costruendo pacchetti di pellicole cinematografiche da far girare nelle sale. Altri fronti su cui stiamo lavorando sono la distribuzione dei cortometraggi e l’attività parallela di formazione di nuovi autori e pubblico. Un altro obiettivo, e vedremo anche se da Mantova verranno fuori delle idee nuove, è avvicinare al cinema d’essai i giovani. Vorremmo percorrere nuove strade, ad esempio attraverso la scuola, incontri, una politica di prezzi, per favorire un coinvolgimento dei ragazzi.

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Che cosa si augura per il 2016 il presidente della Fice?

Quello che mi auguro che ci siano tanti film che siano in grado di ripetere il successo per esempio de “Il giovane favoloso”, “Il sale della terra”, “Anime Nere” o “I nostri ragazzi”, film capaci di conquistare un nuovo pubblico. Nonostante si dica spesso che cinema d’essai è invecchiato, che non abbia spettatori che i giovani non frequentino queste sale, io credo che sia anche un problema di film, perché quando un’opera è valida si vedono i segnali positivi. Mi auguro solo questo, che ci siano, nel corso della prossima stagione cinematografica, bei film d’autore che siano visti da un vasto pubblico.

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