Contestato il reportage dalla Tunisia di "Nemo": due intervistati erano falsi testimoni

Lettera aperta dell'Osservatorio repressione al programma di Rai2: avrebbe fatto parlare un intermediario e un migrante che non erano tali

Nemo

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GdS 6 dicembre 2017

L’Osservatorio repressione, “rete europea per il diritto al dissenso in difesa delle lotte sociali”, ha pubblicato sul suo sito una lettera indirizzata alla trasmissione di Rai2 “Nemo” contestando un servizio sulla Tunisia. “Siamo un gruppo di persone che a vario titolo si occupano o si sono occupate della Tunisia. Alcuni tra noi ci vivono e lavorano da diversi anni. Alcuni hanno anche avuto diversi rapporti con giornalisti italiani in visita in Tunisia per effettuare dei servizi. Alcuni sono giornalisti o attivisti tunisini”, premettono. E contestano la puntata di "Nemo" del 23 novembre 2017 "dove è stato mandato in onda un servizio sul viaggio dei migranti dalla Tunisia verso l’Italia".



Secondo l’associazione colui che viene presentato come un “intermediario di cui non si vede il volto” tale non è. E “il ragazzo che parte per l’Italia non è un ragazzo che parte per l’Italia”. Scrive l’Osservatorio: “Qualche giorno dopo Souhail Bayoudh, che abbiamo scoperto essere stato il fixer della troupe, ha convocato una conferenza stampa per denunciare il giornalismo low-cost di certi media stranieri. Abbiamo assistito alla conferenza stampa e abbiamo incontrato l’”intermediario” e anche il ragazzo “partito per l’Italia” che ha ancora con sé l’attrezzatura fornitagli da Nemo per filmare il suo viaggio. L’intermediario è un disoccupato di un quartiere popolare di Tunisi, membro dell’associazione Forza Tounes di cui è presidente Bayoudh. Il ragazzo “candidato all’emigrazione” non è altri che il fotografo della stessa associazione”. Sulla conferenza stampa dicono: “Chiediamo anche al signor Bayoudh perché non abbia denunciato subito quanto stava avvenendo, visto che ci sembra oltremodo scandalizzato da chi “infanga la Tunisia””?