Cinema, ok del governo ai decreti. Sparisce per sempre la censura

Le novità: aumentare i film trasmessi dalle tv in prima serata, gli investimenti delle emittenti sul cinema e tutelare le professionalità del settore. Nasce un nuovo bollino per tutelare i bambini

Cinema, che passione

Cinema, che passione

GdS 23 novembre 2017

Aumentare i film trasmessi dalle tv in prima serata e gli investimenti delle emittenti sul cinema, tutelare le professionalità del settore e abolire la censura. Il Consiglio dei ministri, acquisiti i pareri favorevoli della Conferenza Stato-Regioni, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, ha approvato su proposta del ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, tre decreti legislativi in attuazione della nuova legge cinema riguardanti la promozione delle opere cinematografiche europee e italiane, la tutela delle professionalità del settore e l'abolizione della censura.


Per il ministro Franceschini si tratta di ''provvedimenti concreti che servono a aiutare, tutelare e valorizzare il cinema, la fiction e la creatività italiana''.


I provvedimenti prevedono anche maggiori tutele per i lavoratori del settore audiovisivo e un nuovo sistema di tutela per i minori: nascono i film ''non adatti ai minori di sei anni'' – E’ abolita la possibilità di vera e propria censura dell’opera (scompare il divieto assoluto di uscita in sala di un opera, l’uscita condizionata a tagli o modifiche della pellicola). Viene definito un nuovo sistema di classificazione articolato in quattro categorie: opere per tutti; opere non adatte ai minori di 6 anni; opere vietate ai minori di 14 anni; opere vietate ai minori di 18 anni. Nasce un nuovo sistema di icone e di avviso per i contenuti sensibili (violenza, armi, sesso).


Si introduce il principio di responsabilizzazione degli operatori cinematografici, che sono chiamati a individuare la corretta classificazione dell’opera in base alla fascia d’età del pubblico e a sottoporla alla Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche (che sostituisce le attuali sette Commissioni per la revisione cinematografica). E’ previsto anche un apposito regolamento Agcom per classificare le opere audiovisive destinate al web e ai videogiochi. Infine, cambiano le sanzioni, con l’introduzione di multe di tipo ‘reputazionale’ e la pubblicazione online.