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Cisco: “Non è vero che il fascismo ha fatto cose buone”

Il cantante e musicista, già nei Modena City Ramblers: “La storia della sinistra italiana è stata discreditata cancellando il contributo del Pci. E anche la sinistra lo ha avallato”

Cisco: “Non è vero che il fascismo ha fatto cose buone”
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28 Febbraio 2018 - 22.06


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Quando entra in un locale con l’effigie del dittatore Mussolini Cisco non alza la voce. Con educazione, semplicemente, con chiarezza, se ne va. Cisco è, all’anagrafe, Stefano Bellotti. Dal 1992 al 2005 era voce e chitarra nonché un fondatore dei Modena City Ramblers, la band italiana che ha ampliato a dismisura i confini del folk-rock e che, non dimentichiamolo, ha regalato una versione di estrema vitalità di “Bella ciao”. Dal 2005 Cisco ha intrapreso una carriera solista con ottimi album. Coerente nel suo percorso, non ha mai rinnegato nulla. Si guarda sempre attorno e conosce bene il peso delle parole.

Cisco, a queste elezioni il fascismo è stato sdoganato. Corre perfino Casa Pound.

Serve una riflessione molto ampia su quello che è accaduto in questi ultimi 10-15 anni. Da una parte c’è stato un consapevole e voluto discredito di una storia della sinistra italiana che ha portato molta gente a doversi vergognare del proprio passato. E questo è avvenuto dimenticando che la sinistra italiana, compreso il Partito comunista italiano, hanno contribuito alla nascita della Repubblica, di un Paese democratico in cui la gente ha potuto prosperare. E quel discreditare la nostra storia della Repubblica mia ha dato un fastidio atroce. Rivendico quella storia non perché torni ma perché ha contribuito a costruire il Paese.

Ma anche la sinistra non ci ha messo del suo?

Ha in qualche modo avallato quel discredito. Chi era nei posti dei comando della sinistra italiana ha sottovalutato il problema.

Diceva che il Pci ha contribuito a costruire il Paese. Non è stato anche un argine in difesa della democrazia? Non dimentichiamo che 50-60 anni fa furono concepiti e progettati veri golpe.

Sì, e i golpe in Italia sono venuti sempre da destra. Dopo l’attentato a Togliatti lui stesso fermò una guerra civile che poteva scoppiare: va ribadito a chi non conosce o fa finta di non sapere o racconta un’altra storia. Nel panorama odierno vedo un rabbonire la storia triste del fascismo facendolo passare come un qualcosa che sì ha commessi errori ma di cui in qualche modo possiamo esserne felici e fieri. No, ha commesso errori terribili. Anche se sono convinto che all’epoca l’80% delle persone si reputasse fascista per quello che pensava volesse dire.

Da più voci si sente il ritornello che il fascismo “ha fatto anche cose buone”.

È aberrante. Se uno ha bonificato un terreno e fatto sì che migliaia di persone fossero deportate ad Auschwitz ha fatto cose buone perché ha costruito scuole in un paese che era senza? Ha fatto entrare in guerra l’Italia distruggendo le città, uccidendo milioni di italiani. Cose buone? Si giudica dalle grosse decisioni a livello umano e non si può abbassare il fascismo ad alcunché di positivo. Da un lato il discredito della sinistra e dall’altro il rafforzamento della memoria del ventennio fascista sono andati di pari passo. Così oggi i giovani dicono: “sì non siamo fascisti, non siamo comunisti”. E li mettono stesso piano. No. È inconcepibile. Stalin è stato un dittatore terribile e nessuno pensa di volere uno Stalin in Italia. Torno lì: sarebbe necessario studiare cosa è stato il Pci e la sua storia rapportata alla vita democratica del paese.

È stato anche un baluardo alla democrazia?

Ha contribuito alla tenuta democratica e va rivendicato. Non voglio alimentare contrasti che stanno riaffiorando però bisogna rivendicare l’essere uomini di sinistra, non comunisti dell’800 o del ‘900. Aggiungo: gli italiani dovrebbero sentirsi uniti nel valore dell’antifascismo. Un buon uomo di destra ha idee diverse da me su società e lavoro però deve come valore l’essere antifascista, poi ci confrontiamo. Purtroppo non è mai successo: la destra italiana ha sempre stretto un occhiolino al ventennio e così l’immagine di Mussolini è tornata in modo preponderante.

Nei tour e nei concerti la incontra spesso?

Vedo le immagini di Mussolini e la gente ci scherza. Vado via quando la incontro in un bar o in un’edicola. Ho troppo rispetto per quanti sono morti per combattere quel regime. Non alzo la voce con chi la espone: ho un’altra idea: possiamo pensarla in modo diverso purché in una logica democratica di vita comune. E questo il fascismo non lo permette. Penso a quanto ha detto Laura Boldrini.

Ha proposto di mettere fuori legge le formazioni neofasciste.

Lo ha detto a Milano: se fai parte di un movimento che ha cose antidemocratiche non puoi correre al governo di un nulla perché sei antidemocratico. Il punto è che così esplicitamente non l’aveva detto nessuno.

Concludiamo con la musica: album o tour in vista con la band?

Sto ultimando il tour invernale nei teatri. Partiremo con le prime date all’aperto per la festa del 25 aprile, il 1° maggio fino alla fine dell’estate. Quanto a registrare, ho materiale pronto però andrò in studio quando sarò più motivato. Oggi non frega niente dei dischi penati come album, vogliono i singoli che “tirino”, ma non sono tipo da hit singolo: quando scrivo penso a un concetto e a un album. Amo ascoltare un disco. Con il lato A e il lato B.

Il sito di Cisco

 

 

 

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