Tutto quello che avreste voluto sapere su Diabolik

Ecco la fenomenologia dell'antieroe: il personale viaggio dell'autore Andrea Carlo Cappi nel mondo del Re del crimine.

GdS 28 luglio 2016
Fonti di ispirazione, epifania del personaggio, fenomenologia di un cult. Cosa c'è dietro la maschera nera del diabolico personaggio dei fumetti uscito dal genio delle sorelle Angela e Luciana Giussani? Il primo numero di Diabolik, dal titolo 'Il re del terrore', uscì il 1 novembre 1962. 54 anni e non sentirli!

Mettere a nudo uno degli antieroi più famosi di un'intera generazione, Diabolik, non è compito facile. Far gettare la maschera al re del travestimento, all'imprendibile uomo mascherato e alla sua diabolica amante-complice e' il compito che si e' assunto Andrea Carlo Cappi, prolifico autore italiano di noir e fantastico in "fenomenologia di Diabolik" (Algama editore). Dell'autore, già autore di numerosi thriller e di quattro romanzi di Diabolik & Eva Kant, esce ora il libro che rivela i segreti dei personaggi e dell'universo creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani.


La storia del fenomeno diventato un cult anche per cinema e tv ha segnato la nascita del giallo italiano a fumetti e dei cosiddetti "eroi neri", si intreccia con un'analisi della psicologia dei protagonisti, della geografia, dell'economia e del tempo del mondo di Diabolik ed Eva Kant.


L'autore. "Accenniamo al retroterra letterario da cui è nato il personaggio, alla sua storia editoriale, al suo impatto socio-culturale e alle sue trasposizioni - spiega l'autore, che dal 1993 ha pubblicato oltre quaranta titoli fra narrativa e saggistica e piu' di un centinaio di racconti - Ma soprattutto con questo libro voglio comunicare ai lettori quello che ho capito dall'interno, durante il mio personale viaggio nel mondo di Diabolik". Perché su Diabolik c'e' sempre qualcosa di nuovo da osservare. Come dissero le ideatrici in 'Verbale di interrogatorio' (da Il librone rosso, 1974) "Diabolik finirà di esistere solo il giorno in cui questa societa' non avra' piu' bisogno di gente come lui per rilevare le proprie contraddizioni...".

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