Addio a Lee Ermey, il sergente Hartman di Full Metal Jacket

L'attore aveva 74 anni. Per il ruolo del militare nel capolavoro di Stanley Kubrick aveva ricevuto una nomination al Golden globe

Lee Ermey

Lee Ermey

GdS 16 aprile 2018

Lutto nel mondo del cinema, è morto Lee Emery l'indimenticabile sergente Hartman di Full metal jacket, il film di guerra di Stanley Kubrick del 1987 che gli valse una nomination per i Golden Globe come miglior attore non protagonista.
L'attore di Kansas City, il cui soprannome era The Gunny, si è spento a 74 anni per alcune complicazioni dovute a una polmonite. La notizia della sua morte è stata data dal manager Bill Rogin su Twitter. "Mancherà moltissimo a tutti noi", ha scritto.
Famosissima la sua interpretazione in Full metal jacket. "Se voi signorine finirete questo corso - urlava il sergente Hartman - e se sopravviverete all'addestramento... sarete un'arma! Sarete dispensatori di morte e pregherete per combattere! Ma fino a quel giorno siete uno sputo! La più bassa forma di vita che ci sia nel globo! Non siete neanche fottuti esseri umani, sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda!".
Oltre che per gli insulti e i comandi impartiti nei panni del sergente Hartman nel capolavoro di Kubrick, Ermey aveva vestito i panni anche di altre figure autoritarie in decine di pellicole. È stato il sindaco Tilman nel film Mississippi burning - Le radici dell'odio del 1988 e il capitano di polizia in Seven del 1995. Ha interpretato il capo ufficio Frank Martin in Willard il paranoico del 2003, il sadico sceriffo Hoyt nel remake di Non aprite quella porta diretto da Marcus Nispel e ha prestato la sua voce al Sergente, il comandante dei soldatini verdi di plastica nella saga di Toy story.
Ermey era stato un sergente nella vita reale, per il corpo dei Marines e d'artiglieria oltre ad aver servito 14 mesi in Vietnam e a essere stanziato a Okinawa, in Giappone. Tra i suoi primi ruoli sul grande schermo c'è quello di un ufficiale elicotterista in 'Apocalypse Now' (1969) di Francis Ford Coppola.