Giornata della voce: i doppiatori del cinema donano la propria a chi l'ha persa

Si chiama #unaparolapernemo l'iniziativa per creare un archivio di messaggi che potrà essere utilizzato dai comunicatori elettronici

Pino Insegno

Pino Insegno

GdS 13 aprile 2018

Un impegno dei doppiatori italiani per far tornare a comunicare chi ha perso la voce a causa di una malattia o una disabilità. In occasione della Giornata mondiale della voce, in programma il prossimo 16 aprile, Pino Insegno ha chiamato a raccolta il mondo del doppiaggio italiano per adottare la campagna #unaparolapernemo del Centro clinico NeMO, specializzato nel trattamento delle malattie neuromuscolari.
I doppiatori registreranno un vero e proprio archivio di frasi e messaggi che potranno sostituire la voce metallica sintetizzata dei comunicatori elettronici, utilizzati da chi ha perso la voce a causa della malattia. I messaggi registrati da ciascun doppiatore saranno circa 3.600, e coglieranno bisogni, esigenze, usi e modi di dire più significativi.
Inoltre, ogni paziente coinvolto potrà scegliere i messaggi per lui più rappresentativi: questo significa che ogni doppiatore adotterà la personalizzazione della banca della voce destinata ad ogni paziente. Questa fase della campagna si svilupperà nei prossimi mesi e i risultati verranno presentati in occasione del Gran premio internazionale del doppiaggio 2018, in programma il prossimo novembre a Roma.
Ciascuno però può donare la propria voce all'iniziativa: con un'apposita app, chiamata NeMO-My Voice, che si scarica gratuitamente.
"Ho sempre amato prestare la voce per raccontare grandi storie attraverso i corpi di altri attori - ha commentato Pino Insegno - grazie al progetto del centro clinico NeMO, potrò regalare la mia voce a chi l'ha persa a causa della malattia, per dargli la possibilità di tornare a comunicare con le persone care e, in fondo, a raccontare nuovamente una storia: la propria".

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