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CINEMA

"Patience, patience. T'iras au paradis! Il cinema contro muri e fili spinati

Il film di Hadja Lahbib racconta l'altra faccia dell'immigrazione in Belgio. Non solo Isis. Un antidoto culturale contro la xenofobia.

mercoledì 30 novembre 2016 09:33

Una scena del film Patience, patience. T'iras au paradis!
Una scena del film Patience, patience. T'iras au paradis!

Negli anni Sessanta migliaia di Maghrebini partirono verso il Belgio per lavorare. Con loro anche le mogli, le sorelle, le figlie. "Patience, patience. T'iras au paradis!" ("Porta pazienza e andrai in paradiso!) è il ritornello ripetuto mille volte per aiutare queste donne a subire la propria vita senza mai lamentarsene. 50 anni dopo, sono il gusto e la curiosità per l'emancipazione a muoverle. Il film di Hadja Lahbib racconta con sguardo delicato e intimo la vita di un gruppo di donne marocchine, immigrate in Belgio. Ne racconta la storia e la grandezza della loro gioia, della capacità di un'autoironia profonda e assolutamente disinibita. Questo film le accompagna nelle loro molteplici scoperte, con la semplicità delle loro ballate, il calore della loro femminilità e del loro humour. In tempi oscuri, di muri tirati su per dividere, di fili spinati che fanno sanguinare le coscienze, la cultura ha il dovere di viaggiare al contrario. Ha il dovere di denunciare, ma non solo. Non basta, ha il dovere storico di ricostruire il tessuto civile. Di educare attraverso immagini e parole alla solidarietà, alla conoscenza, all'unica forma umana cioè che abbiamo per vincere i rigurgiti fascisti e razzisti. E la conoscenza è anche gioia e comprensione, ascolto, tenerezza.

A seguire tre video raccontano lo straordinario incontro dibattito che si è sviluppato nel Cinema Beltrade. Ecco i video.